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La Commissione europea riserva due bande al Wi-Fi

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Inviato da d.damato 23 Lug 2005 - 14:57

Due bande specifiche di frequenza saranno riservate alle connessioni Wi-Fi in tutti i Paesi degli Stati membri. In questo modo l'Europa potrà ridurre i costi delle apparecchiature e avere uno strumento in più per lo sviluppo di un settore che sta diventando sempre più importante per il mercato delle telecomuncazioni.
La Commissione europea ha deciso di dare un ulteriore aiuto allo sviluppo del Wi-Fi: a partire dal 31 ottobre 2005 tutti gli Stati membri potranno (e dovranno) utilizzare per il wireless access system altre due bande specifiche di frequenza, cioè quella tra 5150 e 5350 MHz e quella tra 5470 e 5725 MHz.
Grazie a questa decisione, presa in seno all'iniziativa i2010 per la promozione dello sviluppo e del lavoro nella digital economy, la nuova e promettente tecnologia delle connessioni senza fili potrà essere utilizzata in maniera intelligente, con una banda comune a tutta l'Europa e permettendo al contempo la protezione delle bande di frequenza utilizzate da altri, come i radar militari e i servizi satellitari...

Due bande specifiche di frequenza saranno riservate alle connessioni Wi-Fi in tutti i Paesi degli Stati membri. In questo modo l'Europa potrà ridurre i costi delle apparecchiature e avere uno strumento in più per lo sviluppo di un settore che sta diventando sempre più importante per il mercato delle telecomuncazioni.

La Commissione europea ha deciso di dare un ulteriore aiuto allo sviluppo del Wi-Fi: a partire dal 31 ottobre 2005 tutti gli Stati membri potranno (e dovranno) utilizzare per il wireless access system altre due bande specifiche di frequenza, cioè quella tra 5150 e 5350 MHz e quella tra 5470 e 5725 MHz.

Grazie a questa decisione, presa in seno all'iniziativa i2010 per la promozione dello sviluppo e del lavoro nella digital economy, la nuova e promettente tecnologia delle connessioni senza fili potrà essere utilizzata in maniera intelligente, con una banda comune a tutta l'Europa e permettendo al contempo la protezione delle bande di frequenza utilizzate da altri, come i radar militari e i servizi satellitari.

A quanto si legge dalla dichiarazione stampa della Ce, la decisione pavimenta la strada per un mercato unico che sia competitivo e aperto nel settore del wireless access system.

La particolarità della decisione è quella di "prenotare" in ogni Paese della Comunità queste due fasce specifiche, al di là di quali siano le bande utilizzate da ciascuno Stato.

Accedere a questo spettro con regole comuni implica inoltre apparecchiature meno costose e l'alleggerimento del traffico sugli spettri già in utilizzo per queste tecnologie.

Gli utilizzatori del Wi-Fi nel mondo sono ad oggi circa 120 milioni, dei quali 25 nell'Europa occidentale. Gli analisti del settore stimano che nei prossimi tre anni il numero degli utenti aumenterà altrettanto velocemente e, proponendo una rete di network locali paragonabile a quella dei telefoni cellulari (in termini di disponibilità), potrebbe arrivare a 500 milioni di consumatori nel 2008.

Sono tutti d'accordo nell'affermare che la connessione senza fili siano una risorsa fondamentale per il futuro, economicamente parlando le uniche divergenze riguardano i costi. Il Wi-Fi viene offerto a prezzi più bassi di quelli delle connessioni via cavo o via fibra e in alcune occasioni può essere offerto gratuitamente.

La decisione della Commissione permetterà un incremento della diffusione e della velocità di questi accessi alla banda larga.

Il commissario europeo per la Società dei Media e dell'Informazione, Viviane Reding, ha così commentato l'iniziativa della Commissione: "Le comunicazioni tramite reti elettroniche ad alta velocità sono essenziali per la competitività europea. Un sostegno delle regolamentazioni è un fattore chiave per il loro sviluppo. La decisione presa dalla Comunità aiuterà l'industria a creare servizi innovativi, come il VoIP wireless, per un mercato europeo unico".

Speriamo che anche in Italia questa decisione porti i frutti che le piccole e medie imprese del settore si augurano da tempo. Un Paese in recessione (non solo economica) e in affanno rispetto allo sviluppo tecnologico come il nostro non può infatti permettersi ulteriori ostacoli, come quelli che spesso "i soliti noti" pongono sul cammino delle nuove tecnologie per non perdere i privilegi -e soprattutto gli introiti- che le posizioni monopolistiche (o semi) gli hanno fruttato fino a questo momento.

Fonte: www.ydea.com

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